Spedizione anonima e gratuita sopra i 59 €. Scatola neutra, sempre.

BDSM & Bondage

Kink – Pinze per Capezzoli Teschio Luminoso con Anello Campanelli Regolabili Rosa/Argento

6,99 

KINK – PINZE PER CAPEZZOLI TESCHIO LUMINOSO CON ANELLO CAMPANELLI REGOLABILI ROSA / ARGENTO

Disponibile

Scatola anonima Estratto conto discreto Consegna tracciata Reso facile

Come arriva a casa

  • Scatola di cartone neutro, zero loghi, zero scritte.
  • Sull'etichetta un mittente generico: nessun riferimento al negozio.
  • Estratto conto discreto, senza descrizioni esplicite.
COD: D-240984 Categoria:

Descrizione

Un teschio luminoso, un anello e i campanelli: le KINK Nipple Grip non provano a essere discrete, e va benissimo così. Il rosa e l’argento le rendono più giocose che severe, adatte a chi vuole entrare nel gioco senza prendersi troppo sul serio.

Anello e campanelli sono regolabili: parti dal punto più morbido e stringi poco per volta, è il modo più sensato per capire dove ti fermi. I campanelli suonano a ogni movimento ed è metà del divertimento, perché ricordano dove sono anche quando nessuno li sta toccando. Al buio ci pensa il teschio luminoso a fare la sua parte. Sessioni corte le prime volte, e quando è il momento di toglierle vai piano. Dopo l’uso basta un panno umido; conservale al riparo dalla polvere, che sui campanelli si nota subito.

  • Pinze per capezzoli KINK Nipple Grip
  • Teschio luminoso
  • Anello e campanelli regolabili
  • Colori rosa e argento

Informazioni aggiuntive

Marca

Kink Nipple Grip

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Kink – Pinze per Capezzoli Teschio Luminoso con Anello Campanelli Regolabili Rosa/Argento”

Spedizione anonima in 2–4 giorni lavorativi, tracking via email. 6,90 €, gratuita sopra i 59 €.

Reso entro 14 giorni con sigillo igienico intatto. Sigillo rotto = reso non possibile per legge. Vale per tutti, anche per noi.

Prodotto difettoso? Garanzia legale di 24 mesi: scrivici e risolviamo, le spese le copriamo noi.

Non sei sicuro che sia quello giusto?

Racconta a Silvia →